L’AUC diventa “a prova di errore” negli anni ’40

Senza perdersi d’animo dopo sua infruttuosa incursione in un mercato di ultracentrifughe ancora emergente, e che aveva sperato di creare lui stesso, Svedberg rivolse le sue attenzioni alla scrittura.

Nel 1942, lui e il suo collega finirono al tappeto. Pederson pubblicò il primo libro di testo sull’AUC (prosaicamente intitolato The Ultracentrifuge ovvero l’ultracentrifuga), che presto sarebbe stato ampiamente accettato come la Bibbia dell’ultracentrifugazione analitica.

Poco dopo, e a migliaia di chilometri di distanza nella soleggiata California, Maurice Hanafin, dei Glass Engineering Laboratories, si avvicinò a Edward Pickels offrendosi di aiutarlo a commercializzare un’ultracentrifuga progettata da Pickels.

Spinco Model E ultracentrifuge

The idea intrigued Pickels. But given the market’s disappointing response to ultracentrifuges offered by Beams and Svedberg, he was understandably leery. Concerned his own design might still be too complicated to achieve wide use in the lab, Pickels set about to build an easier-to-use, electrically driven, “foolproof” ultracentrifuge.

After agreeing to team with Hanafin to found Spinco (an apt acronym of the otherwise vague name Specialized Instruments Corporation), Pickels, by 1947, was ready to unveil the results of his latest efforts. Dubbed the Model E, the new Spinco ultracentrifuge could be used for analysis or as a preparative ultracentrifuge.

Sales of the “foolproof” Model E were anemic at best—numbering only seven the first year, at $13,200 apiece—and Spinco slowly began spinning toward bankruptcy. History seemed to be repeating itself.

Inspired, nevertheless, by Hanafin’s observation that most researchers at that time seemed to have little interest in AUC, Pickels subsequently built an ultracentrifuge designed for preparative use only, dubbed the Model L.

Designed to be “as easy to operate as a washing machine” and, at one-fourth the Model E price, the Model L literally saved Spinco from bankruptcy. In fact, the Model L, which indeed seemed to be “foolproof,” was so commercially successful that Spinco could even afford to continue manufacturing and selling the Model E.6

Per molti, l’introduzione dei modelli E ed L di Spinco fu un evento veramente rivoluzionario nella storia dell’AUC; un evento per il quale Edward Greydon Pickels ricevette scarso credito.

Secondo le parole dell’eminente biochimico ed ex professore dell’Indiana University Dean Fraser:

Spinco Model L preparative ultracentrifuge 
    “A mio parere, (il Modello L) ha fatto più di qualsiasi altro singolo strumento per i progressi nello studio dei virus, eppure Pickels non ha ricevuto praticamente nessuna attenzione per questi notevoli risultati. In precedenza, le ultracentrifughe dovevano funzionare protette da muri di cemento armato spessi un metro. Gli scienziati che le azionavano erano considerati quasi pazzi. Le centrifughe richiedevano un’attenzione costante... ed era lecito aspettarsi esplosioni a intervalli abbastanza regolari. La centrifuga preparativa Spinco, invece, è grande quanto una lavatrice e chiunque può imparare a farla funzionare in 10 minuti”.

Per diversi anni dopo l’introduzione del Modello E, Pickels continuò a ricoprire un ruolo fondamentale nella sua evoluzione, compreso lo sviluppo di una cella limite sintetica che rendeva possibile eseguire esperimenti di sedimentazione differenziale.

Il futuro dell’AUC, a quanto pare, era ancora una volta in ascesa. La Spinco non solo era sopravvissuta, ma stava iniziando a prosperare.

La sua ascesa sarebbe continuata per gran parte degli anni ’50.

 

6 Bud R, Warner D, editors. Instruments of science – an historical encyclopedia (Garland encyclopedias in the history of science). 1st ed. New York (NY): Garland Publishers, Inc.; 1998.

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